Time of Price giving…

MMF_5594.jpgIt ‘s the time of the awards, the Park The Quiet. The moment of emotion, when he finally realizes that the thirty days are over. It ‘s time for speeches, touching, delivery of prizes, diplomas. It ‘s time to put your feet especially under a table and finally eat like normal people, sitting at the table.

E’ il momento delle premiazioni, al Parco La Quiete. Il momento della commozione, quando finalmente si realizza che i trenta giorni sono finiti. E’ il momento dei discorsi, toccanti, della consegna dei premi, dei diplomi. E’ il momento soprattutto di mettere i piedi sotto un tavolo e finalmente mangiare come delle persone normali, seduti a tavola.

Vincenzo Catalano, the organizer of this adventure, he managed, with that of last night, close to 18 Ironman although not consecutive, and throughout his career to date, reached 220. It’s him who now meets, almost for the first time the athletes, which ran in the race as him and for this reason there was no time to chat, to communicate.
Greets and thanks all and reiterates the concept that if you want you can do, and the phrase was repeated several times in recent days. The price giving begins with the finisher Tripledecaironman, the real heroes of this event some say with the sport has little to do. It’s more about the psychology perhaps, the power of the mind, pain control, the tenacity, the will to finish what you started, in a world where the sport has unfortunately taken completely different directions.

The speeches of each of the Finisher is moving. Angelo Sorrentino, only Italian at the finish, thanks all, other athletes and even their supporters who helped him even in difficult times. Last night there were waiting for him at the finish line almost everyone. With the covers on the legs, orMMF_5518.jpg wrapped around the body tired. Most of them went to take a shower and then returned to the park, especially for him, to congratulate this 42 year old man who has concluded a really big deal.

Then the talk of José Manuel Lopez, starting with his approach to Jesus Christ, to faith and strength that the fifteenth day, when he fell into cycling ride, helped him to continue to pursue a race that at the time seemed impossible to conclude.

Jaime Azuaje speaks that with its 27 years is the youngest of all. He talks about how he got here from inexperienced wrong with the bike, the wetsuit to swim wrong, and how they all helped him and they have pretty much adopted, helping him get to the bottom. Hands deep into MMF_5574.jpgthe pockets of his sweatshirt, Jaime does not even seem tired, and on the faces of the other athletes fatigue begins to be space.

Versione italiana

Vincenzo Catalano, l’organizzatore di questa avventura, è riuscito, con quello di ieri sera, a chiudere 18 Ironman seppure non consecutivi, e in tutta la sua carriera fino ad oggi ha toccato quota 220. E’ lui che ora incontra, quasi per la prima volta gli atleti, che prima correvano in gara come lui e per questo non c’era il tempo per chiacchierare, per comunicare.

Saluta e ringrazia tutti e ribadisce il concetto che se si vuole si può fare, e la frase è stata ripetuta più volte in tutti questi giorni. La consegna dei diplomi comincia dai finisher del Tripledecaironman, i veri eroi di questa manifestazione che – alcuni dicono – con lo sport ha poco a che fare. Riguarda più la psicologia forse, la forza della mente, il controllo del dolore, la tenacia, la voglia di concludere quello che si è iniziato, in un mondo in cui lo sport purtroppo, ha preso direzioni completamente diverse.

I discorsi di ognuno dei Finisher è commovente. Angelo Sorrentino unico italiano al traguardo ringrazia tutti, gli altri atleti e anche i loro supporters che l’hanno aiutato anche nei momenti difficili. Ieri notte al traguardo ad aspettarlo c’erano quasi tutti. Con le coperte sulle gambe, oppure avvolte intorno al corpo stanco. Si sono andati a fare una doccia e poi sono tornati al Parco, apposta per lui, per congratularsi con questo uomo di 42 anni che ha davvero concluso una grande impresa. Poi parla Josè Manuel, cominciando dal suo avvicinarsi a Gesù Cristo, alla fede e alla forza che il quindicesimo giorno, quando è caduto in bicicletta, lo hanno aiutato a continuare, a proseguire una gara che in quel momento sembrava impossibile concludere.

Parla Jaime Azuaje che con i suoi 27 anni è il più giovane di tutti. Parla di come sia arrivato qui da inesperto, con la bicicletta sbagliata, la muta per nuotare sbagliata, e di come tutti lo abbiano aiutato e lo abbiano praticamente adottato, aiutandolo ad arrivare fino in fondo. Le mani affondate nelle tasche della felpa, Jaime non sembra neanche stanco, mentre sui volti degli altri atleti la stanchezza comincia a farsi spazio. 

Time of Price giving…ultima modifica: 2013-10-08T18:20:00+00:00da elicara
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Un pensiero su “Time of Price giving…

  1. Al grande Vincenzo CatalanoVincenzo, sei stato un coraggioso, molto coraggioso e rischioso per portare avanti un’impresa così difficile, così complessa, con l’aggiunta dei problemi nell’ultima settimana e inoltre ¡atleta partecipante! Sei stato un coraggioso, molto coraggioso e avventuroso, ma il lavoro e la dedizione che ci avete fornito (quasi devozione) al fine trova il suo premio: il successo di una prova sportiva cosí grandiosa! Abracci e auguriVicente CasadoGranada – Spagna

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